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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Piattaforma: PC

Sviluppatore: Lionhead Studios

Genere: Action RPG

Data di uscita: 19 Dicembre 2011

Modalità: Single player

Supporto per il controller: No

Una favola è definita come un breve racconto che presenta una lezione morale. Fable: The Lost Chapters, che offre il gioco originale più dei contenuti aggiuntivi, soddisfa questa definizione classica. Fable è anche sorprendentemente breve, ed insegna una lezione importante: un videogioco senza personalità non può avere successo nel suo complesso. Il gioco presenta un'esperienza incredibilmente superficiale e banale, anche se di tanto in tanto divertente.

Fable inizia con l'infanzia del personaggio giocabile, interrotta da un'incursione di banditi. Uno stregone dal nome misterioso teletrasporta il ragazzo a Guild of Hero, dove il Guildmaster gli insegna come diventare un Eroe. Dopo aver completato la sua formazione, l'eroe si allontana verso il mondo di Albion, per compiere numerose missioni per il bene o il male della sua gente. Ben presto, l'eroe scopre che sua sorella è sopravvissuta all'incendio del suo paese, e che un cattivo sembra minacciare la pace del mondo.

Questa trama di "salvataggio del mondo" di Fable può offendere anche i giocatori più inesperti. Il salvataggio di una madre o principessa o amante da un cattivo senza cervello non è migliorata da Super Mario Bros. del 1985. La storia non riesce ad esprimere alcun dramma fino alla seconda metà del gioco, ed il giocatore probabilmente riuscirà a prevedere quel poco che c'è da prevedere. Un tema e delle emozioni sono totalmente inesistenti. I personaggi di Albion sono altrettanto insignificanti. Il personaggio principale manca di personalità (e di un nome), ma dal momento che le sue azioni dipendono dal giocatore, questo può essere trascurato. Il giocatore non sente alcun attaccamento ai membri della famiglia del protagonista, e non sente rimorsi per la dipartita di questi personaggi. La caratteristica di brevità di Fable impedisce che vi sia una qualsiasi trama forte o sviluppo del personaggio. Aggiungete a questo un senso dell'umorismo giovanile ed una generale mancanza di personalità, ed il giocatore è lasciato in una favola incredibilmente superficiale.

I finali aperti e le scelte morali hanno fatto guadagnare fama a Fable, ma anche questi aspetti del gioco sono deludenti come la sua storia. Anche se l'eroe può esplorare un mondo aperto, le opzioni per l'intrattenimento del giocatore sono carenti dopo poche ore. Se l'eroe si sposa, questo è ridotto ad aumentare il suo livello di attrattiva. Se l'eroe commette dei reati, la conseguenza è che sarà multato o attaccato dalle guardie. In un primo momento questi espedienti sono divertenti, ma il giocatore si rende conto rapidamente che queste cose sono più divertenti nel mondo reale.

L'aspetto morale del personaggio è generico e poco approfondito. La scelta fra il bene e il male è evidente in tutto il gioco. Fin dall'inizio, i due percorsi sono chiari: l'eroe può fare cose belle e carine e diventare buono, oppure può fare cose cattive e spaventose e diventare cattivo. La facilità con cui l'eroe guadagna punti buoni o cattivi non va bene, in un'esperienza così superficiale. Se l'eroe dona dell'oro diventa buono, e se uccide delle guardie diventa cattivo. Una volta che l'eroe è diventato buono o cattivo, il giocatore non sente che nel mondo sono veramente presenti gli effetti delle decisioni passate. Il cambiamento di aspetto dell'eroe, man mano che diventa buono o malvagio, è l'unico lato interessante della moralità del gioco.

In Fable il combattimento è divertente, anche se viziato. L'eroe ha un'arma da mischia, un arco e può fare delle magie. il "livellamento" consiste nell'utilizzare dei punti per ciascuna di queste tre aree di specializzazione, e il giocatore è libero di decidere quale sia la più efficace. Il combattimento corpo a corpo è allo stesso tempo potente e frustrante. Maneggiare una spada è divertente ed efficace, ma spesso i nemici attaccano con una velocità inesorabile, e bloccarli diventa difficile. Il combattimento a distanza è abbastanza accessibile, ma ha poche applicazioni. Le magie sono facili da usare ed assolutamente sopravvalutate. Una volta che l'eroe impara l'incantesimo del fuoco, orde di nemici cadono senza sforzo. Altri incantesimi sono interessanti, ed i loro effetti variabili, ma non mettono mai in ombra la luce del giorno come l'incantesimo del fuoco.

Forse l'aspetto meno emozionante di Fable è il suo mondo gravemente sottosviluppato. L'esplorazione è abbondantemente divertente, ma l'eroe si limita quasi interamente ad attraversare sentieri boschivi e tunnel. Le città sono l'eccezione, ed offrono una maggiore libertà, ma la linearità è la regola e l'esplorazione libera l'eccezione. Considerando l'esigua quantità di contenuti del gioco, le dimensioni di Albion deluderanno i giocatori, così come la banalità delle missioni. Quasi tutte le missioni del gioco consistono nello scortare gli indifesi abitanti dei villaggi, o uccidere un qualsiasi numero di mostri.

Muoversi nel mondo limitato di Albion è semplice, e la telecamera funziona correttamente per quasi tutto il tempo. I comandi sono sensibili, dal momento che sono importanti per il combattimento attivo, ma sorgono dei problemi con il sistema di puntamento. Una volta agganciato un'obiettivo, gli attacchi ed i blocchi dovrebbero essere più facili. Purtroppo, cambiare obiettivo risulta goffo e lento, ed il giocatore può finire per trascurare il sistema per la maggior parte del gioco. Il puntamento diventa necessario solo quando si usano le armi a distanza. Nel peggiore dei casi, l'eroe può uccidere uno spettatore innocente in un colpo, e la ricerca è fallita.

La qualità grafica di Fable si distingue come unico aspetto positivo. Nonnostante dei rari difetti, come il caricamento lento delle texture, il gioco sembra grande. Gli ambienti, in particolare, sono dettagliati e d'atmosfera. C'è il vento che muove l'erba, gli alberi sono abbondanti e ben resi e gli effetti dell'acqua sono sopra la media. Gli incantesimi sono attraenti e spesso fiammeggianti in maniera spettacolare. I modelli dei personaggi sono dettagliati, anche se sembra che i progettisti abbiano volutamente deformato gli abitanti di Albion perché abbiano delle mani di grandi dimensioni. Questo approccio allo stile è adatto per via del tono piuttosto scanzonato del gioco, anche se può infastidire alcuni giocatori. Purtoppo, anche graficamente, Fable non è perfetto, per via dei menù di gioco irritanti, scomodi e non ben progettati.

In Fable la musica è un po' sfuggente. Molte volte non c'è affatto, anche se questo non è inaudito nei giochi di ruolo e non dev'essere considerato un difetto. Quando la musica è presente, il giocatore sentirà cosa si aspetterebbe da un RPG occidentale (i temi delle ambientazioni di campagna hanno un certo carattere ottimista ed i combattimenti sono segnati da un ritmo inquietante). Il doppiaggio di Fable è ambivalente. Molte voci sono molto accentuate, al punto di sembrare una parodia, e ad alcuni giocatori questo non piacerà. La maggior parte dei dialoghi sono però ben pronunciati, e le voci si adattano ai loro rispettivi personaggi. Tuttavia alcuni effetti sonori sono ripetitivi. Dopo aver gareggiato in una scazzottata nel gioco, il giocatore preferirebbe non essere applaudito di nuovo.

L'espansione presente in Fable: The Lost Chapters aggiunge circa tre ore di gioco all'originale, che va da dodici a venti. Dopo aver sconfitto il boss finale, all'eroe viene dato un altro compito, dal momento che una seconda minaccia è presente in Albion. I dettagli della trama sono qui ancora più generici, ma la conclusione presenta una scelta interessante. Oltre alla compito di fine gioco aggiuntivo, l'espansione porta nuovi contenuti al gioco originale. Sono aggiunte numerose missioni, una delle quali è forse quella che si distingue di più. Sono inclusi anche degli elementi ed equipaggiamento aggiuntivi. A causa di un gioco principale così corto, The Lost Chapters si presenta come un'utile aggiunta, anche se non fa molto per migliorare l'esperienza complessiva, in quanto non aggiunge altri personaggi.

I giochi di ruolo indistinti e poco profondi come Fable sono rari, e per una buona ragione. Anche con l'aiuto di un'espansione, il gioco presenta una storia terribile, personaggi noiosi, gameplay poco profondo ed una completa mancanza di personalità. Nonostante una grafica accattivante e dei combattimenti decenti, la maggior parte dei giocatori vorrà accantonare questo gioco prima che le sue misere dodici o venti ore siano esaurite.

Fonte: rpgfan.com

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