Game Community Network

  

 

 

"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Piattaforme: PC, PS3, PS4

Sviluppatore: BANDAI NAMCO Studio Inc.

Genere: Gioco di ruolo

Data di uscita: 20 Ottobre 2015

Modalità: Single player, coop locale

Supporto per il controller: Sì

La serie Tales ha visto alti e bassi, nel corso degli anni, ma con l'uscita del quindicesimo titolo ci si aspetta una certa dose d'innovazione, per quello che è un franchise altrimenti invariato dal 1995. Per essere onesti, i giochi Tales sono sempre stati fondamentalmente dei titoli forti, con il loro affascinante stile artistico ed il sistema dinamico di combattimento che ha senza dubbio attratto i pochi fan rimasti dei JRPG.

Sono stato un fan di questa serie da Tales of Phantasia, porting dall'originale per PlayStation del 1998, ed anche se non ho giocato ad ogni sequel, ho tenuto il passo con la maggior parte delle uscite durante l'epoca della PlayStation 3. Tales of Zestiria segna il 20° anniversario della serie Tales. Dopo quindici titoli usciti, la serie Tales sta ora mostrando la sua età, e Zestiria può benissimo servire come esempio perfetto del perché i JRPG non hanno più lo stesso fascino di un tempo. A parte gli ottimi Yakuza 5 e Xenoblade Chronicles X (e poche eccezioni), negli ultimi anni non ci sono stati molti titoli giapponesi memorabili.

Tales of Zestiria si sente come se fosse stato sviluppato da un team bloccato in una bolla temporale, ignaro di quanto il genere RPG si sia evoluto nel corso del tempo. C'è un senso di déjà vu che mette a disagio, durante l'attraversamento degli scenari non troppo entusiasmanti di Zestiria, la sensazione che l'intero gioco sia stato realizzato seguendo una lista di luoghi comuni presi dagli anime e dalle meccaniche arcaiche. Di conseguenza, Tales of Zestiria non è diverso rispetto ad altri JRPG che sono stati recentemente localizzati, il che è particolarmente deludente, considerando che i giocatori che utilizzano il PC stanno finalmente vedendo più titoli giapponesi portati sulle loro piattaforme.

Il racconto di Zestiria inizia in maniera faticosa. Ci vuole almeno una dozzina di ore prima che la storia parta e diventi anche lontanamente interessante. Come ogni cosa in Zestiria, la trama si sente riciclata e poco originale. Il gioco si svolge su Glenwood, un continente immaginario diviso da due paesi in guerra: Hyland e Rolance. Le emozioni negative dell'umanità stanno gradualmente trasformando gli esseri umani in creature malvagie. Questa "cattiveria" può anche trasformare gli oggetti inanimati in mostri chiamati "satiri"... che schifo. Poi ci sono angeli, umanoidi e animali che possono interagire ed essere visti da esseri umani che hanno una sufficiente risonanza con loro. I pochi che possono interagire con gli angeli cono chiamati pastori, e storicamente sono quelli che si fanno avanti per portare la pace nel paese.

Come già probabilmente previsto, si gioca come uno di questi pastori. Tu sei l'eroe impeccabile e disinteressato che si propone di salvare il mondo dagli Hellion. Il pastore Sorey è senza dubbio il protagonista più debole dell'intera serie Tales. Lui è un eroe stereotipato che ha la stessa personalità del continente arido di Glenwood. La trama è noiosa e, peggio di tutto, i dialoghi non sono interessanti, lungo le decine di ore che ci vogliono per completare il racconto. Anche dopo le prime dodici ore o giù di lì, è impossibile essere catturati da qualcuno dei personaggi, e ci si ritrova a saltare innumerevoli linee di dialogo da rabbrividire solo per passare all'azione.

Fortunatamente, l'azione è dove Tales of Zestiria offre ancora della qualità. Il combattimento è simile a quello dei titoli di Star Ocean, mescolato ad un po' di Ni No Kuni. E' quasi identico ai titoli precedenti, ma per qualche motivo si sente molto più rigido e meno coinvolgente. L'unica differenza è che i combattimenti avvengono nello stesso spazio in cui si incontra il nemico, invece di aprire una nuova finestra di battaglia. Questo dà alle battaglie un po' più di immersione, ma non fa altro che offrire una coerenza estetica. Il combattimento può essere divertente ed appariscente, ma tecnicamente si limita a due combinazioni di pulsanti, una delle quali è dedicata ad un modificabile attacco "arte", mentre l'altra è solo una classica combo. Il pastore può anche trasformarsi combattendo, per infliggere maggiori danni con nuovi attacchi, ma stranamente questo è meno divertente rispetto alla modalità normale, a causa di attacchi che non riescono a colpire correttamente i nemici, facendo sembrare il protagonista come qualcuno che batte l'aria per la maggior parte del tempo.

Tales of Zestiria non ha molto da offrire. E' come i precedenti giochi Tales, con una narrazione meno buona e carente di personaggi ed immagini intriganti. Il mondo di Zestiria si sente vuoto e sterile, e vanta alcuni dei paesaggi più generici dei giochi Tales usciti fino ad oggi. Come fan dei titoli precedenti, non vedevo l'ora di giocare a Zestiria, ma non posso dire di aver apprezzato molto questa terribile avventura. A peggiorare le cose, il porting per PC è bloccato a 30 fps, anche se c'è una soluzione per raggiungere i 60 fps, che crea più problemi di quanti ne risolva; inoltre mancano tutte le opzioni grafiche decenti. Se siete dei fan assoluti di Tales, può valere la pena provare Zestiria, semplicemente non aspettatevi lo stesso livello di qualità visto nelle precedenti offerte. E' bello vedere un altro JRPG portato su PC ma, onestamente, preferirei che fossero trasferiti i più grandi titoli Tales, e che fosse messo un po' di sforzo per ottimizzare correttamente il porting per PC.

Fonte: thegamescouts.com

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