Game Community Network

  

 

 

"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Howard Rheingold ha scritto in "The virtual community" (1994):

"Come fa qualcuno a trovare degli amici? Nelle comunità tradizionali, si cerca fra il nostro pool di vicini di casa e colleghi di lavoro, di conoscenti e conoscenti di conoscenti, al fine di trovare persone che condividono i nostri valori e interessi. Ci scambiamo informazioni l'un l'altro, discutiamo riguardo ai nostri interessi reciproci e, a volte, diventiamo amici. In una comunità virtuale, possiamo andare direttamente nel luogo in cui gli argomenti preferiti sono in discussione, per fare conoscenza con persone che condividono le nostre passioni o che fanno uso di parole in un modo che a noi piace. Le posssibilità di fare nuove amicizie sono ingrandite di diversi ordini di grandezza, rispetto ai vecchi metodi di trovare un gruppo di persone con interessi simili."

C'è una storia che ricordo vagamente dell'epoca del Dreamcast. La nostalgia potrebbe averla distorta in qualche modo, ma il centro di essa, ne sono certo, è preciso. Quando venne rilasciato il gioco multiplayer Phantasy Star Online nel 2000, fu uno dei primi titoli per console che invitava a sostenere una comunità globale. Tuttavia, il gioco venne rilasciato con un mese di anticipo in Giappone, dando al suo pubblico un vantaggio significativo in termini di livello dei propri personaggi e di miglioramento delle proprie competenze. Eppure, quando i giocatori americani hanno avuto accesso ai server, sono stati in gran parte accolti amichevolmente. Utilizzando un sistema di comunicazione basato sulle icone del gioco, i giocatori veterani hanno aiutato i nuovi arrivati, condiviso consigli ed oggetti, nonché agito come guide. Qualunque cosa fosse successa dopo, c'era un istinto di condivisione piuttosto che di distruzione.

Fonte: theguardian.com


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