Game Community Network

  

 

 

"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Piattaforma: PC

Sviluppatore: Phosfiends System

Genere: Puzzle, indie

Data di uscita: 22 Aprile 2014

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Se c'è una giusta impostazione ed una giusta ambientazione, la curiosità può essere tutta la motivazione necessaria per essere coinvolti in un mondo di gioco. Dimenticate gli indicatori sulla mappa e le icone per le missioni, tutto ciò di cui si ha bisogno è un mondo che spinga il giocatore a continuare a muoversi più in profondità al suo interno.

Questa è stata la semplice idea che è stato il propellente per giochi come Proteus e Minecraft, ed è lo stesso istinto primordiale che è al centro di Fract OSC. Si procede perché si vuole vedere cosa c'è oltre l'orizzonte, non perché c'è una carota davanti a voi. Qui ci sono elementi di gioco platform e di risoluzione di puzzle, ma Fract OSC riguarda soprattutto l'esplorazione. Questo titolo ha un'ambientazione spoglia e surreale, senza alcuna spiegazione riguardante il motivo per cui sei lì o su cosa devi fare. Qualche istruzione è presente nell'area di apertura, che funziona come un tutorial di base per la manipolazione degli oggetti negli ambienti. Fatto questo, ci si ritrova in un luogo sconosciuto e sinistro.

Le sfide che affronterete, nella loro essenza, sono familiari, ma sono rese particolari dal loro contesto. Come si fa a raggiungere quel posto dall'aspetto interessante? Che cosa è necessario fare per far funzionare una macchina? Questi sono i ricordi confortanti dei giochi basati sugli obiettivi, ma il gioco non li rispetta molto rigorosamente. Le parti più interessanti di questo mondo richiedono d'impegnarsi più a fondo con i suoi misteri, ma se volete potete semplicemente vagare a piacimento. Ci sono delle "stazioni" che sono delle specie di checkpoint. Ogni volta che ne trovate una, saprete che siete vicini ad una zona per cui vale la pena approfondire l'esplorazione.

Non c'è "morte", qui, anche se è sempre e solo momentanea. Se cadete in un pozzo gigante di neon verde o in alcune fosse minacciose di colore rosso, sarete riportati all'ultima stazione di checkpoint in uno scoppio di pixel ed elettricità statica, senza alcuna penalità duratura. In caso contrario, non ci sono elementi visualizzabili per capire cosa si stia facendo o se si è fatto qualcosa di significativo, e certamente non gli indicatori a portata di mano che possono farvi capire se avete attivato tre di cinque interruttori.

Se c'è qualcosa da cui farsi guidare, si tratta della luce e del suono. Lo spiazzante paesaggio alieno s'illumina e si muove man mano che si procede, le luci si staccano da terra e galleggiano verso l'alto, schegge e travi scivolano via dalle loro posizioni, mentre i rumori ambientali sono attivati dalla vostra presenza. Molto rapidamente, s'inizia ad usare inconsciamente questi spunti per sapere se si è sulla strada giusta, posto che Fract OSC possa avere una "strada giusta".

La combinazione di questi elementi è piuttosto inebriante. Il mondo di Fract OSC è stupendo e tranquillo, ma anche abbastanza sinistro. Questo è dovuto in parte alla stranezza delle sue forme geometriche, che creano la sensazione di un luogo che è fra l'organico e l'artificiale. Ci sono edifici e macchine, ma sono qualcosa che non avete visto prima. Si può intuire quale sia il loro scopo, ma è tale la loro stranezza che avrete dei costanti ripensamenti. Ci sono cose abastanza familiari per la vostra immaginazione per le quali potete fare un tentativo di comprensione, ma niente è così prevedibile che si possa sentire sicuro nella vostra comprensione di ciò che sta accadendo. Come tutte le grandi esperienze interattive, questo è un gioco che si svolge quasi interamente nella propria testa, con una narrazione interna che spinge a tentare di capire come e perché le cose non hanno mai una soluzione facile. Anche se non ci sono mostri o nemici, camminare in questi luoghi è decisamente inquietante.

Il sonoro accompagna tutto perfettamente. Le musiche ambient ed elettroniche hanno radici che si estendono dai programmi pionieristici della BBC Radiophonic Workshop del 1960, fino alle musiche rese popolari da Warp Records. La connessione fra voi e il sonoro non è mai così esplicita come accade in Proteus, dal momento che la musica non cambia quando ci si muove per il mondo, ma è piuttosto il mondo a fare musica quando siete nel posto giusto per sentirla. In un punto ci può essere una barriera sottile ma importante, un promemoria che vi fa capire che siete un intruso che non ha l'accesso a tale posto, non una parte dell'ecosistema. Non è quindi un gioco musicale, in quanto tale, ma l'audio è comunque il collante che tiene unita l'esperienza di Fract OSC.

Il sonoro è anche a suo modo insolito, e rende questo titolo uno dei più emozionanti giochi horror degli ultimi anni. L'orrore, nei giochi, è spesso troppo impantanato in luoghi comuni, come mostri e spettri che infestano manicomi e foreste cupe, con spruzzi di sangue sulle pareti di un ospedale, per spaventarvi a farvi saltare a basso costo. Fract OSC è spesso bello, ma anche abbastanza agghiacciante. C'è una paura esistenziale, nel gioco, una sorta di nota profonda di panico sotto lo stupore e la meraviglia, che è un qualcosa di diverso da qualunque cosa io abbia giocato. Considerate le immagini ed i suoni degli ambienti, dovrebbe essere rilassante, ma non lo è. C'è una costante ansia, un senso di vulnerabilità e di pericolo in cui puoi incappare quando meno te lo aspetti.

Se non lo aveste capito, non si tratta di un'esperienza in cui il gioco viene confezionato in belle e grandi scatole, ben segnalate e numerate. Fract OSC è un gioco che restituisce solo quanto si è disposti ad investire in esso, ed anche in questo caso ci sono momenti di frustrazione per la totale mancanza d'indizi, suggerimenti o qualcosa di simile ad una segnaletica, in cui vi troverete a carpinare intorno alla stessa area più e più volte. I bei momenti di realizzazione che seguiranno sono l'unico compenso che si otterrà, con l'apertura di nuove prospettive del tutto da capogiro come tua unica ricompensa.

Fonte: eurogamer.net

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