Game Community Network

  

 

 

"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

Menù principale


Piattaforme: Xbox 360, Xbox One, PC

Sviluppatore: Crystal Dynamics

Genere: Azione e avventura

Data di uscita: 10 Novembre 2015 (Xbox 360 e Xbox One) - 28 Gennaio 2016 (PC)

La versione per PS4 verrà rilasciata a fine 2016

Modalità: Single player

Supporto per il controller: Sì

Si potrebbe pensare che dopo aver assistito alla morte di molti dei suoi amici nella sua ultima spedizione, una giovane archeologa come Lara Croft avesse deciso di fuggire dal pericolo e dall'avventura. Sicuramente, scoprire antichi templi e profanatori di tombe non vale l'ira di una civiltà antica e la forza di una società malvagia? Bene, bene, allora forse è così. Ma per Lara, la sua ultima avventura in Rise of the Tomb Raider non significa solo scoprire tesori nascosti o esplorare ambienti dimenticati; si tratta di scoprire la verità e di lasciare un'impronta nel mondo.

Poco dopo gli avvenimenti di Tomb Raider del 2013, la nostra eroina sta ancora cercando di ricostruire gli eventi che aveva affrontato nella sua ultima avventura, vagando alla ricerca del suo defunto padre per avere la svolta di cui ha bisogno. Le notizie ricevute circa la città perduta di Kitezh - un luogo che può contenere le risposte che sta cercando - provocano in lei curiosità, portandola ad affrontare un viaggio selvaggio e pericoloso. Purtroppo, lei non è l'unica in cerca di Kitezh; un'antica e corrotta organizzazione ha saputo che nella città perduta è nascosto qualcosa d'importante.

Dopo una sequenza d'apertura impressionante e drammatica, il giocatore è subito messo in azione come Lara che, con il suo familiare compagno di viaggio Giona, sta scalando una montagna. Da qui in avanti, il ritmo del gioco raramente vacilla; azione ed avventura sono le cose in cui Lara dà il meglio, e Rise of the Tomb Raider non manca di offrirle. Entro i primi cinque minuti, ci troviamo a scendere in corda doppia da una parete pericolosamente alta, in caduta libera su insidiose lastre di ghiaccio. L'azione è protagonista; questo è un gioco che si propone di avere la vostra adrenalina qualunque sia la situazione, e ci riesce veramente.

Visivamente, Rise of the Tomb Raider è all'altezza delle aspettative. Durante le oltre venti ore a cui ci ho giocato, il frame-rate è rimasto solido e raramente ha vacillato. I modelli dei personaggi sono migliorati rispetto al gioco del 2013 e Lara sembra un po' diversa, con le espressioni facciali ed i movimenti più realistici; si sente più umana che mai. La star dello spettacolo è senza dubbio la ricchezza di luoghi incredibili, però: da campi sovietici abbandonati a vette mozzafiato, ogni luogo è stato realizzato molto bene ed in maniera meticolosa. Anche se questo gioco, tecnicamente, non è ancora un "mondo aperto", si può viaggiare per tutti i punti di controllo della mappa, ed ogni area ha una ricchezza di caratteristiche opzionali che si affiancano alla campagna principale.

Come il suo predecessore, Rise of the Tomb Raider dà corpo ai contenuti del gioco con un sacco di oggetti da collezione, nascosti nella mappa. In ogni area ci sono anche diverse sfide, dopo aver completato le quali ti verranno concessi dei punti esperienza bonus. Queste sfide variano in difficoltà, ma non sono mai troppo gravose; il più delle volte comportano una ricerca attenta nell'ambiente circostante per trovare alcuni oggetti, oppure altre cose come distruggere le bandiere sovietiche o bruciare manifesti offensivi. In questo gioco, però, la novità è rappresentata dalle missioni secondarie, dove i vari NPC sparsi per la mappa vi offriranno compiti secondari da svolgere. Ci sono dei premi specifici per il loro completamento, come nuovi costumi o strumenti; queste missioni secondarie offrono un piacevole diversivo quando siete stanchi della storia principale. Anche se le sfide o missioni secondarie non impegnano per molto tempo, sono una caratteristica benvenuta per coloro che desiderano trascorrere più tempo con Lara ed avere una maggiore immersione nel mondo di gioco.

Una cosa che tutti abbiamo imparato ad aspettarci dal franchise di Tomb Raider, nel corso degli anni, è un sano equilibrio di azione e puzzle e, in questo senso, Rise of the Tomb Raider non delude. I puzzle sono variazioni sulla formula con cui ha lavorato Lara Croft per anni: esplorare gli ambienti circostanti, trovare cose con cui interagire ed utilizzare le vostre abilità di ragionamento logico per capire esattamente cosa dovete fare. A parte la risoluzione degli enigmi, Lara è un'assassina come non lo è mai stata. E' dotata di un arsenale formidabile di armi che possono essere costruite ed aggiornate man mano che si va avanti nel gioco; sia quelle per sparare sia il tiro con l'arco sono ben implementati, con controlli finalizzati a dare una sensazione naturale e reattiva. L'unica area del combattimento che cade un po' è quello corpo a corpo, dove l'unico attacco è quello che si ottiene premendo il pulsante Y. Quando ci si avvicina di soppiatto ad un nemico, un solo tocco lo metterà fuori combattimento (a volte in un modo incredibilmente brutale, come ad esempio quando si ha una bottiglia di vetro in mano), ma se il nemico dovesse girarsi e prendervi, i vostri attacchi corpo a corpo saranno un po' deludenti. Forse questo è del tutto intenzionale, dopo tutto Lara è solo una giovane donna e, realisticamente, non possiamo aspettarci che possa affrontare un uomo massiccio a mani nude. Tuttavia, considerando il livello generale di brutalità del gioco, un po' più di attacchi da mischia non sarebbe stato male.

Questo gioco è più grande, migliore e più audace; l'unico aspetto forse negativo in Rise of the Tomb Raider è che non c'è un terreno particolarmente nuovo. Si tratta di una evoluzione, piuttosto che di una rivoluzione; prosegue esattamente dal Tomb Raider del 2013 e, proprio come quel gioco, prende in prestito temi ed idee da molti altri giochi di avventura che erano usciti prima. Alla fine, però, è tutto fatto così bene che non ha molta importanza. Può sentirsi familiare, ma in maniera accogliente, sulla base degli elementi migliori di qualsiasi altro gioco di avventura precedente, per creare quello che probabilmente è il miglior titolo attualmente disponibile per Xbox One, e certamente la migliore avventura di Lara fino ad oggi.

Rise of the Tomb Raider è disponibile per Xbox One e Xbox 360, presto per PC. Abbiamo recensito la versione per Xbox One.

Fonte: gamespew.com

Condividi questo articolo

Submit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn

Cortesemente, effettua il login o registrati per postare commenti.


Condividi questa pagina di GC Recensioni

Submit to DeliciousSubmit to DiggSubmit to FacebookSubmit to Google PlusSubmit to StumbleuponSubmit to TwitterSubmit to LinkedIn