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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Piattaforme: PC, PS4, Xbox One

Sviluppatore: id Software

Genere: Sparatutto in prima persona

Data di uscita: 13 Maggio 2016

Modalità: Single player, multiplayer

Supporto per il controller: Sì

Di sicuro non fanno più giochi come questo, ma non sono nemmeno sicuro che li abbiano mai fatti, punto. Il nuovo Doom di id Software è un'inaspettata e magistrale combinazione di frenetico sparatutto vecchia scuola, di design elegantemente moderno e dell'irriverenza tipica di questo titolo. Non mi aspettavo di vedere queste caratteristiche insieme in un altro gioco Doom.

Dopo otto anni di sviluppo da parte di id Software, un periodo che comprende l'acquisizione da parte di Bethesda, la partenza di alcuni leggendari fondatori ed un riavvio completo della stessa natura di questo gioco, si può perdonare il fatto che i fan più irriducibili di Doom abbiano avuto delle aspettative piuttosto basse. Alla luce di tutto ciò, è sorprendente vedere quanto questo gioco sia venuto bene; si tratta infatti di un titolo con una delle più divertenti ed esilaranti campagne degli ultimi anni, o forse di sempre.

Qui ci sono una modalità multiplayer ed alcune caratteristiche riguardanti i contenuti creati dagli utenti un po' strane, ma la campagna in single player, da sola, vale il prezzo pieno; ci sono così tante grandi cose, a questo proposito, che è difficile sapere da dove iniziare. La cosa migliore per iniziare riguarda le origini di Doom in sé, dal momento che questo nuovo gioco riprende i principi del suo predecessore per poi lavorarci su. Le mappe sono grandi e complesse, con percorsi multipli che s'intersecano, porte chiuse a chiave ed una buona quantità di analisi dei percorsi. Il gameplay è veloce, colpisce duro e non ti fa fermare per un secondo. Non c'è nemmeno la possibilità di ricaricare le armi!

In breve, il nuovo Doom suona come il classico Doom, ma con alcuni colpi di scena moderni. Il più evidente è l'uccisione con potenza, una funzione che consente di abbattere qualsiasi mostro dopo avergli inflitto una certa quantità di danni, per poi lanciarlo in un movimento che lo elimina in stile one-shot. Dopo aver passato mezz'ora con il gioco, i miei timori riguardanti il fatto che questa caratteristica sia una concessione per l'accessibilità al grande pubblico, si sono dissipati per la semplice raccione che queste uccisioni di potenza generano delle piccole quantità di salute e di armatura. Questo le rende una parte essenziale nel bilancio del dare e prendere nel combattimento super-veloce di Doom. Allo stesso modo la consueta motosega ora richiede il carburante, ed ogni suo utilizzo richiede molto consumo, quindi bisogna usarla con parsimonia e per quando c'è bisogno di risparmiare le pistole. C'è un'interazione soddisfacente fra i benefici delle pistole, della motosega e delle uccisioni di potenza che, combinata con i miglioramenti aggiunti alle varie modalità di combattimento di Doom, rende gli scontri in questo gioco eccitanti e tattici.

Il combattimento originale di Doom era certamente frenetico, ma in gran parte giocato su un unico piano. Il nuovo Doom si espande in alto e aggiunge la verticalità al flusso del combattimento ad un livello selvaggio. Il concetto di ripararsi dietro le coperture di certo non esiste in questo gioco. Invece si continua a passare in mezzo a nemici che si inseguono continuamente, con i proiettili che sono appena abbastanza lenti perché li possiate schivare. Con il doppio salto e la capacità di salire sulle sporgenze, hai forti opzioni di mobilità, ma i nemici, anche quelli più grandi, possono aggirarsi fra gli ambienti in maniera altrettanto agile. Vederli scalare le piattaforme e saltare sulle sporgenze è uno di quei momenti in cui si desidera fermarsi, ed ammirare quanto lontano è andato il comportamento dei nemici negli sparatutto, salvo che non si può stare fermi, perché i mostri in questo gioco ti danno la caccia incessantemente fino a ridurti in cenere. È un altro grande momento, che rende l'azione continua, ed è un enorme passo avanti rispetto agli sparatutto in cui l'opposizione si blocca dietro le coperture e vi sventaglia di proiettili. Come regola generale, imposto la difficoltà dei videogiochi a livello di default, ma ho giocato con questo titolo a difficoltà ultra-violenta perché, andiamo, è Doom. Questo gioco è al meglio quando si è costantemente a uno o due colpi di distanza dalla morte, il che vi costringe a rimanere in movimento, con le palle di fuoco che sfrecciano intorno a voi, e con la prossima uccisione di potenza o rifornimento di munizioni per farvi tornare nella lotta. Non sento questo in ogni gioco, ma qui il combattimento ha la rara qualità di garantire la sfida.

Il serraglio demoniaco, l'arsenale da fumetto di fantascienza, l'andamento tipico degli sparatutto degli anni '90, è tutto il classico Doom. Eppure niente di tutto ciò si sente datato. C'è un sacco di sottile amore per i dettagli, nei vari effetti sonori, nella grafica dei nemici e nei loro comportamenti, con giganteschi teschi che evocano l'aspetto del classico Doom senza farti sbattere la testa contro di esso. Allo stesso tempo, tutti questi elementi sono alloggiati in un gioco che si sente come una miscela perfetta di ritorno al passato e di filosofia di design moderna, con gli aggiornamenti guidati dei sistemi. L'aggiornamento dei sistemi può non sembrare una cosa buona in Doom, quindi si potrebbe storcere il naso di fronte ad una mezza dozzina di tipi di aggiornamento, mod per le armi e sistemi di sfida. Ma tutti questi nuovi sistemi migliorano il modo di giocare in modo delizioso, con le mod per le armi che vi incoraggiano a sperimentare tattiche non convenzionali, essendo inoltre presente un sistema di abilità che vi permette di scegliere fra interessanti miglioramenti, come il controllo aereo supplementare o le munizioni illimitate, quando la vostra armatura è al di sopra di una certa soglia. Gli aggiornamenti possono coinvolgere la riuscita in piccole sfide uniche, che sono divertenti da completare e che producono benefici nel gioco.

Nel gioco sono presenti aree segrete, proprio come nei vecchi titoli Doom; esse forniscono dei bonus al gioco, come punti di aggiornamento extra e la possibilità di ottenere la maggior parte delle armi della campagna, prima di quanto sarebbe altrimenti possibile. Trovare i segreti è una sfida, in quanto ocorre aggirarsi attraverso percorsi oscuri. L'accesso ad un segreto si sente come la risoluzione di un puzzle ambientale, ed è divertente e molto "Doom" fare marcia indietro attraverso un livello che è tranquillo e privo di nemici, esplorando tutti gli angoli per ottenere ciò che vi siete persi. In realtà, la mia unica lamentela circa la campagna di Doom è che nei primi livelli è possibile tornare indietro per cercare i segreti, ma nei livelli successivi, arbitrariamente, le porte vengono chiuse dietro di voi o bloccano il vostro percorso a ritroso ogni dieci minuti. Almeno è possibile giocare nuovamente in qualsiasi missione in qualsiasi momento, ma avrei apprezzato una maggiore coerenza, in quella che altrimenti è una componente di esplorazione davvero ben congegnata.

Inverosimilmente, l'unico modo con cui questo gioco offre delle pause e si eleva per questo sui suoi predecessori, è attraverso la narrazione. Se qualcuno mi avesse detto che un nuovo gioco Doom, prima del rilascio, avrebbe avuto una trama, per non parlare delle sue stranezze, gli avrei riso in faccia. Dopo aver giocato a Doom, ho riso per motivi diversi. Questo gioco prende il protagonista irrilevante del gioco originale, un nessuno senza nome molto generico, e lo reinventa come niente di meno che un vendicatore contro le forze del male. Eppure le cose diventano ancora più folli. Il protagonista si ritrova su Marte, che è diventato una centrale galattica per mezzo del portale dimensionale "Argent plasma", che permette ai demoni di arrivare. Sì, l'umanità ha risolto i suoi problemi energetici in cambio dell'arrivo del male. Il gioco non si sofferma su questo punto, ma mostra la cinica politica dell'imbrigliare le forze delle tenebre per far guadagnare gli azionisti. Qui c'è un sacco di roba cupamente comica, ed è tutto molto stupido ed estremamente intelligente allo stesso tempo.

Per quanto riguarda la grafica il gioco sembra essere il migliore per PC con GPU recenti. È anche interessante notare che si gioca bene anche con mouse e tastiera, a condizione di spegnere l'accelerazione del mouse, considerando anche il fatto che in questi giorni un sacco di giochi si sviluppano in primo luogo con le console in mente, ed uno dei miei momenti preferiti è stato quando ero curioso di sapere come la mia vecchia GeForce 670 si sarebbe esibita in casa. Il fatto più grande è come questo gioco funzioni incredibilmente su console, però. Le versioni per console usano ombre di qualità significativamente più bassa, effetti particellari e così via come su PC, ma non solo questo titolo ha un aspetto migliore rispetto ad altri giochi per console, ma la versione per PS4 con cui ho giocato aveva il frame-rate bloccato sui 60 FPS. Questa prestazione è critica, dato che il combattimento è veloce, quindi è bello vedere il gioco in esecuzione senza problemi su console. I giorni degli enormi salti generazionali della tecnologia dei motori di gioco, guidati quasi interamente dai giochi di id Software, sembrano essere dietro di noi, ma è bello vedere che questo sviluppatore è ancora in grado di portare il meglio in termini di grafica.

Doom presenta un sistema di creazione dei contenuti da parte degli utenti chiamato SnapMap. Qui si ha un'interfaccia utente ragionevolmente intuitiva per costruire le mappe, che funziona anche bene con un controller, la quale consente di costruire i livelli cucendo insieme e riorientando un assortimento decente di camere predefinite. È possibile inserire i nemici, definirne i comportamenti, impostare fattori ambientali, sorgenti sonore e così via. SnapMap dispone di una bella funzione di matchmaking per le modalità multiplayer competitiva e co-op, con delle playlist che offrono dei set di regole che sono in grado di catturare un po' la sensazione del deathmatch classico di Doom. Come descritto sulla pagina della comunità SnapMap, ci sono mappe in cui è possibile suonare strumenti musicali rudimentali e fare un po' di puzzle-solving, così qui gli strumenti sembrano orientati verso la costruzione di cose strane al di fuori del combattimento standard.

Poi c'è il multiplayer competitivo reale, del quale un sacco di giocatori ha ottenuto un assaggio durante la fase beta prima del lancio. Mentre la campagna di Doom è eminentemente fedele a se stessa, raccogliendo l'eredità di Doom, il multiplayer si sente un po' troppo come altri sparatutto online contemporanei, con loadout preimpostati, articoli XP monouso ed il limite di due armi. Sì, è veloce e ti fa rimbalzare attraverso l'aria con i salti, e viene fornito con un assortimento standard di modalità basate sul raggiungimento di obiettivi di squadra, ma non dà ascolto a Doom nel modo giusto. Avrei preferito una componente multiplayer più simile ai Doom e Quake dell'epoca. L'idea di un multiplayer per Doom dove ogni arma non è disponibile sulla mappa come un pick-up si sente solo sbagliata (anche se almeno le opzioni di matchmaking SnapMap agiscono un po' come delle sostitute del deathmatch classico). Quanto è presente in questa modalità non è male, ma è un po' troppo simile ad altri sparatutto disponibili, e non si distingue dal resto del mercato come invece fa la campagna del gioco.

Queste altre componenti vanno bene, ma è la campagna di Doom che è necessario assolutamente vedere. La maggior parte degli sviluppatori originali di Doom ha ormai lasciato id Software, ma questo gioco sembra fatto da persone che non solo capiscono Doom, ma che lo rispettano. Potrebbero non più uscire giochi come questo, ma il grande successo di questo gioco serve come prova che in realtà si dovrebbero fare.

Fonte: giantbomb.com

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