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"In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli." Matteo 18, 3

In Internet si può trovare un buon numero di siti web per "videogiocatori cristiani". Le forme e le modalità con cui appassionati di videogiochi non disdegnano di proclamare la loro fede sono molteplici; in questi siti, talvolta, sono presenti anche dei forum. Se qualcuno di voi, però, provasse a fare una ricerca, noterebbe che quasi tutti sono in lingua inglese. Per quanto riguarda il panorama videoludico italiano, infatti, ben pochi giocatori amano definirsi pubblicamente "Cristiani". Anzi, la maggior parte dei "profili" di un buon numero di appassionati di videogiochi, si compiace di tematiche appartenenti al "lato oscuro", con simboli, frasi, citazioni, modi d'esprimersi, etc. Questo è sotto gli occhi di tutti. Perché, dunque, un giocatore non può essere felice di dirsi "Cristiano"? Game Community tenterà di fare qualcosa in merito, nel suo piccolo. È infatti in preparazione il sito GC = Gesù Cristo, che sarà un social network per videogiocatori Cristiani. Gesù è il Signore! Lode e gloria a Te, Signore Gesù!

 

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Piattaforma: PC

Sviluppatore: Blizzard Entertainment

Genere: Strategia in tempo reale

Data di uscita: 10 Novembre 2015

Modalità: Single player, multiplayer

Supporto per il controller: No

Auir è nel caos. Una canaglia di Xel'Naga, Amon, massacra il Primogenito per far terminare il ciclo della vita e della morte. Solo Artanis, Gerarca dei Protoss, può salvare il settore Koprulu enendo Daelaam, Tal'darim e Nerazim contro di lui. Se non avete prestato attenzione a StarCraft II fino ad oggi, ora è un momento terribile per iniziare. La quantità di nomi propri difficili da capire e questo strano spazio sono sufficienti per spegnere anche la più piccola scintilla d'interesse a questo punto.

E' ironico che il primo gioco sia stato tutto un fare della politica meschina e dei battibecchi fra gli Zerg, i Protoss ed i Terran per le risorse limitate. Dentro il gioco e fuori, il campo di applicazione è stato così piccolo e la trama ancora di più, al punto che questo non interessa. Se si vuole sapere cosa stia succedendo prima di entrare in Legacy of the Void, la battaglia finale della trilogia di StarCraft II ed il quinto capitolo della serie nel suo complesso, si può vedere la presentazione che racconta "la storia che si è svolta finora". Onestamente, però, è meglio acquistare un biglietto per vedere l'imminente adattamento cinematografico di Warcraft di Duncan Jones. Entrambe le serie hanno dei punti in comune sostanzialmente identici.

Nonostante le carenze di fantasia di Legacy of the Void, la campagna in single player di questa espansione è molto più forte rispetto a quella del suo predecessore. StarCraft funziona al meglio quando ti dà degli obiettivi fra cui destreggiarsi per molto tempo. Questo è qualcosa che ha fatto molto bene il primo capitolo, Wings of Liberty, ma non è stato il caso del secondo, Heart of the Swarm. Una schermaglia di quella prima campagna era tirata fuori direttamente da The Chronicles of Riddick, obbligando i giocatori a correre più veloce del brillare del sole che invade il pianeta. Si dovevano ottenere incessantemente delle risorse, per quanto possibile, completando i vostri obiettivi e spostando la vostra base per via dei pericoli ogni pochi minuti.

Legacy of the Void emula lo stesso stile piatto più di una volta. Che si tratti di una tempesta psichica che s'impenna attraverso un fiume arido o di un fronte di battaglia da difendere, c'è quasi sempre qualcosa per far rimanere il capo dei Protoss Artanis e gli altri sui loro piedi (o artigli, a seconda dei casi). Come Gerarca, Artanis non è un leader, e quindi non andrà a combattere quasi quanto Sarah Kerrigan in Heart of the Swarm. Questo è solo un bene. Senza la stampella dei superpoteri pscichici da usare come macchina da guerra, il bilanciamento sarebbe molto più divertente e vero per il gioco di strategia in tempo reale che StarCraft è destinato ad essere.

Questo non vuol dire che Legacy of the Void abbia lasciato cadere il sistema di progressione degli episodi precedenti. Invece di fornire aggiornamenti per Artanis, come avete fatto per Kerrigan, completare le linee della missione porta ad ottenere aggiornamenti per la vostra nave Lancia di Adun. Le abilità di supporto del Dreadnought lavorano per il tempo, così come le proprie risorse rinnovabili, integrando le vostre forze esistenti piuttosto che sostituirle. Anche così, la Lancia di Adun può sembrare sopraffatta, a volte. Un percorso di aggiornamento consente di chiamare dei rinforzi minori. Le risorse limitate ed un costante bisogno di riposizionare le unità rende questa espansione particolarmente ingiusta contro la già relativamente sdentata IA. Infatti, se avete anche una minima comprensione delle tattiche umane di StarCraft II, attraverserete a razzo la campagna a difficoltà normale.

Come il giocatore potrebbe reggere contro altri esseri umani è più difficile da definire. Il multiplayer competitivo di StarCraft II è sempre lo stesso: brutale, veloce e imprevedibile. Il tuo avversario taglierà la gola della tua economia in quattro minuti di gioco, o ti porterà in un lungo assedio? Blizzard, probabilmente, spera che nessuno di questi due casi si verifichi. Anche se c'è poco da fare con il famigerato Zerg Rush, Heart of the Swarm era particolarmente noto per gli attacchi ferocemente lunghi alle basi con le unità d'assedio. Nella continua ricerca di un gioco perfettamente bilanciato, gli aviluppatori hanno promesso una maggiore attenzione alla microgestione ed ai combattimenti a basso impatto su piccola scala. Al centro di questa filosofia c'è l'intenzione di voler riequilibrare le unità per avere più abilità attive, che richiedono una maggiore attenzione individuale. Ci sono nuove unità e strutture, ma non molte, meno di dieci. In questo modo, come è stato per Heart of the Swarm, il "nuovo" multiplayer di Legacy of the Void sembra più una toppa pesante che una vera e propria espansione.

La modalità Archon presenta due giocatori che controllano una singola base, dividendo così la macro e microgestione in qualcosa di più vicino a ciò che l'essere umano medio è in grado di fare. Qualcuno potrebbe utilizzare la modalità Archon in sostituzione del puro duello uno contro uno. Le missioni co-op non hanno ottenuto la stessa attenzione come la modalità Archon. In queste missioni, si gioca contro l'IA in scenari pseudocasuali che consentono di utilizzare le unità eroe e le capacità della Lancia di Adun, in una maniera che ci si aspetterebbe dalla campagna, a seconda del comandante selezionato. Ci sono due comandanti per ogni fazione, che salgono di livello e che guadagnano aggiornamenti permanenti in modo indipendente.

In sintesi, la modalità Archon riguarda il multiplayer tradizionale, mentre le missioni co-op si sentono come una concessione a quei solitari in cerca di una scusa semi-randomizzata per continuare a giocare dopo la conclusione senza senso della campagna. Questo nuovo contenuto ripetibile è benvenuto, dopo una campagna che cade da qualche parte fra Wings of Liberty e Heart of the Swarm in qualità, con un sacco di missioni ben progettate. La storia, con lo spazio di gioco di prestigio ed un dolce finale, così perfettamente pulito e felice per tutte le persone coinvolte, ha dei punti luminosi, che riguardano soprattutto le conversazioni fra Artanis ed i subordinati circa la cultura dei Protoss.

Anche così, è difficile raccomandare Legacy of the Void in modo tradizionale. Se avete giocato ai primi quattro titoli di StarCraft, anche solo agli ultimi due, probabilmente non vi fermerete. Se non lo avete fatto, questa espansione tecnicamente offre la versione più completa del multiplayer del gioco che si sia avuta fino ad oggi. Ma non aspettatevi di avere anche una piccola comprensione dei quasi 20 anni di questo intricato gioco. Come conclusione di una saga che dura da più di 17 anni, Legacy of the Void non è un luogo ideale per i nuovi arrivati. Per coloro che vogliono concludere la storia o vedere l'apice del multiplayer di questa serie, questa è probabilmente l'ultima migliore occasione per saltare in essa per un lungo periodo di buon gioco. Provalo.

Fonte: arstechnica.com

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